Nel gioco della finzione e della sorpresa, entrano senza forzature, motivi lirici di uno scenario consueto alla poesia e alla pittura del secolo appena trascorso: la giostra, i giocattoli, le figure e le marionette, o ritratti lunari di nuovi Pierrot, o dell’artista che si riflette “en saltynbanque” quando suggerisce all’osservatore che ogni suo dipinto è sempre una sorta di autoritratto sentimentale. E questo procedere visivo “sur le monde mineur” non conclude però ad una malinconia dell’umore nero: sono piuttosto le stelle, il cielo, il giardino e il mare che segnano l’impianto figurativo nell’incedere prevalente degli azzurri, dei rosa, dei grigi composti, dei viola, a volte delle tonalità oltremare, dei cobalti mescolati. Ne risulta un pulviscolo all’anilina che il pittore diffonde sulla tela realizzando immagini staccate da baricentri prospetici, per area levitazione, come in un’atmosfera di dormiveglia, o come favola sognata”.

 

Duccio Trombadori, 2002