A proposito: Benaglia no è un surrealista. Non è un’affermazione oziosa né pedante. Ma fa appello alla dignità della precisione, oggi tanto spesso dimenticata o conculcata. Nel caso specifico, non si può trascurare un effetto collaterale prodotto dall’enorme successo del surrealismo, ultima delle avanguardie storiche. Successo, intendo, di pubblico: nel senso speciale nel quale si può parlare appunto di successo di pubblico, considerato il complicato rapporto tra attitudini artistiche e società di massa non si tratta cioè né di un “gradimento” delle opere prodotte dal surrealismo, né tantomeno di una “comprensione” dele istanze teoriche e/o di poetica dal movimento o dei suoi singoli artisti: è semmai un successo “di scandalo”, in fondo motivato dal balenare di Artificio, brutalità ed innocenza, ovvero i tre grandi eccitatori del Cinque, dei quali parlava Nietzsche…”.

 

Giuseppe Frazzetto, 2001